International Endowment for Democracy
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Nuova organizzazione americana fa appello al popolo del mondo di aiutare a salvare la democrazia negli Stati Uniti.

marzo, 2006

Una nuova organizzazione, la Fondazione Internazionale per la Democrazia, ha reso noto oggi che ha pubblicato un Appello Urgente Al Popolo Del Mondo per un fondo finanziario in appoggio alla democrzia nel paese che ne ha più bisogno—gli Stati Uniti d’America.

Il Consiglio d’Amministrazione della F.I.D. include
Howard Zinn (il più noto storico radicale americano ), Mumia Abu-Jamal (il più famoso prigioniero politico americano), Gore Vidal (il principale romanziere e saggista progressista americano), Ramsey Clark (il primo avvocato del mondo nella difesa dei diritti umani), Barbara Foley (presidentessa dell’Alleanza della Sinistra, il sindacato dei progressisti academici), Immanuel Wallerstein (ex-presidente dell’Associazione Sociologica Internazionale), Michael Ratner (presidente del Centro per i Diritti Costittuzionali e ex-presidente della Lawyers’ Guild), David Harvey (il geografo più citato del mondo), il compianto Harry Magdoff (coredattore —fino alla sua morte il primo gennaio dl 2006—della più importante rivista teorica marxista americana, Monthly Review), e altri 24 studiosi, avvocati e attivisti progressisti americani).

"Se il governo degli Stati Uniti ha la propria Fondazione Nazionale per la Democrazia (N.E.D.) per promuovere la sua idea particolare della democrazia in altri paesi, è almeno giusto," dice il Professor Bertell Ollman del Dipartimento di Scienza Politica di N.Y.U., presidente del F.I.D.)., "che i popoli del mondo abbiano una Fondazione Internazionale per spingere avanti l’idea della democrazia negli Stati Uniti."

"Quando il governo di un paese che si compiace considerarsi ‘La Più Grande Democrazia del Mondo’ ha appena rubato due elezioni presidenziali," continua Ollman, "e sparge guerre non necessarie, il furto della proprietà collettiva, le disuglianze economiche esplosive, la degradazione dell’ambiente, e l’uso della tortura a nome della ‘Costruzione Democratica Nazionale’ oppure ‘Promozione Democratica’; e poi finanzia organizzazioni che sarebbero indipendenti come il National Endowment for Democracy (N.E.D.) per sovvertire quei governi stranieri di cui disapprova (fra cui Haiti e Venezuela i cui presidenti sono stati eletti onestamente)—quando, insomma, ‘Democrazia’ non solo rima con ‘Ipocrisia’ ma è venuto a incorporare ciò che quest’ultimo termine significa—è tempo ormai che tutti coloro che soffrono di questa politica si uniscano attraverso le frontiere nazionali per farla finita con essa.

Per dare una spinta a questo compito, la Fondazione Internazionale per la Democrazia (F.I.D.) chiede donazioni finanziarie, anche piccole, da tutte le vittime delle azioni del nosto governo. Ad eccezione delle spese minime dell’organizzazione (nessun membro del Consiglio Amministrativo riceve un salario), tutto questo denaro sarà inoltrato ad alcuni dei molti gruppi che lavorano già per cambiare questa politica per mezzo di una difesa e un’estensione della democrazia Dentro gli Stati Uniti. (Le uniche eccezioni sono che non daremo fondi a qualsiasi partito politico, o accettare denaro da qualsiasi organizzazione coinvolta in forme violente di attitivtà politica o da qualsiasi governo straniero.) Può darsi che questo sia un primato: gli Americani chiedono aiuto alla gente di altri paesi, invece del contrario.

Il Professor Ollman spiega, "Il nostro parere è che la Costruzione Democratica Nazionale—la cosa autentica, non la versione ipocrita—deve cominciare nel paese che ne ha più bisogno, gli S.U.d’A., e che il popolo dappertutto ha un ruolo da giocare per renderla una realtà. Questo non perché c’è meno democrazia in America che altrove—alcuni altri paesi sono anche peggiori a questo riguardo—ma perché il disavanzo democratico di cui soffre il nostro paese costituisce una più grande minaccia alla vira, alla libertà e alla ricerca della felicità dei popoli del globo intero che non le azioni di qualsiasi altro regime."

"Il legame con la nostra sempre più sfuggente democrazia," continua Ollman, "deriva dal fatto che, come vittime di questa stessa politica, la grande maggioranza degli Americani non ha nessun interesse nel ritenerla, e la cambierebbe in un battibaleno se la nostra democrazia funzionasse nella maniera che pretendono coloro al potere. Che questa linea politica non abbia funzionato in questa maniera è dovuto al fatto che essa non può farla, perché le leggi, le elezioni, i media, le scuole e altri mezzi per mettere in moto tali cambiamenti sono stati alterati dalla loro forma originale (per mezzo di preconcetti pregiudiziali sistematici e, sempre di più, con la nuda repressione), nascosti (con l’ignoranza imposta), comprati dal Grande Denaro (soprattutto questo), e—quando "necessario" —rubati (come nelle ultime due elezioni presidenziali)."

"Chi può dubitare che il popolo di tutto il mondo ha un enorme interesse nella democratizzazione dell’America?" E con la F.I.D., il popolo ha ora la possibilità di aiutare se stesso aiutando noi ad aiutare gli altri.

La F.I.D. ha anche lanciato un sito elettronico —— www.internationalendowment fordemocracy.org (la più gran parte del quale è tradotta in diverse lingue) per aiutare a raccogliere fondi ed elaborare l’analisi che è alla base del nostro progetto. Una Biblioteca Democrazia di opere critiche divisa in reparti su "La Fondazione Nazionale per la Democrazia Ipocrisia," "Elezioni Rubate," "Democrazia Americana’"? e "È La Democrazia Compatibile con il Capitalismo?" (insieme a manifesti, videos, fumetti, citazioni, blogs, e concorsi di saggi, libri, poesie, fumetti su questi temi) è stata aggiunta come risorsa educativa per i corsi accademici che trattano della democrazia sia nelle scuole secondarie che al livello universitario.




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